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I WordCamp

L’indipendenza può essere un pennarello fra i denti ed una palla sotto il piede …

1 October 2006 - Scritto da Carlo Filippo Follis per DisabilMente, Apple
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DisabilMente Apple

Questa è la storia di come ho raggiunto l’indipendenza attraverso un gran bel computer Apple ed una “visione fantastica” di un Hardware che non esisteva …

Forse tutto cominciò nel 1984

Carlo Filippo FollisVi siete mai chiesti che senso ha darsi tanta pena per fare quando la maggior parte dei nostri interlocutori quasi vi invidia per il naturale alibi a non far nulla che potrebbe essere la vostra Disabilità?
La mia lucida follia ha origini antiche, però, forse, si manifestò concretamente nel 1984 quando iniziai ad usare un Computer Apple: il Lisa 2. Alberto Crosio, di All About Apple, questa estate vide come nell’84 governavo il Lisa 2 e volle un breve racconto per trasmetterlo ai pezzi grossi del museo. Ve lo propongo così come l’avevo confezionato.

Questa è la pedaliera che mi progettai nel'84.

Questa è la pedaliera che mi progettai nell’84.

La mia storia con Lisa 2

Lisa 2Sono nato il 25 febbraio del 1963 e sono affetto da Tetra Paresi Spastica, si dice, per l’inadeguato uso del forcipe. Dall’età di sei anni ho iniziato a frequentare l’istituto Don Carlo Gnocchi di Milano che mi vide suo ospite sino al termine della seconda media. In quegli anni ho fatto mio il “Culto del Possibile” che mi diede le carte in regola per affrontare gli anni a venire cercando di risolvere i problemi anziché crearseli. Non dimentichiamo che il primo grande problema per un Disabile può essere esso stesso e, ad exequo, i suoi genitori.
La lungimiranza della mia famiglia si offusco con il mio ritorno a casa, in pianta stabile, per la terza media. Quei genitori che dal 1969 iniziarono a viaggiare tutte le settimane sulla Torino-Milano si stavano arrendendo al fatto che il Don Gnocchi non mi avesse “miracolato”, quindi iniziarono a coltivare il “Culto dell’Impossibile“. Il Don Gnocchi, però, mi aveva forgiato caparbio come pochi tanto da giungere al gennaio del 1984 convinto di attuare una sommossa culturale e cercare l’indipendenza nel disegno tecnico. All’epoca mi piaceva progettare circuiti ferroviari per trenini elettrici, passione in tutti i modi osteggiata perché sommata all’icona del Disabile aumentava di parecchio la soglia di potenziale deficienza mentale aggiunta a quella fisica: “Un adulto che gioca con i trenini? … ma è scemo?”.
Quell’anno al salone dell’Ufficio di Torino trovai un Plotter A0 con tastierino di programmazione incorporato. Era ciò che speravo esistesse! Quando …
Pochi stands dopo incontrai una persona che contribuì a cambiare la mia vita futura: il Dottor Mascarello della Omicron. Vivessi ben mille anni non lo dimenticherò mai! Con lui iniziai a valutare l’acquisto di un Computer che permetteva di scrivere, disegnare, sbagliare e cancellare cosa che il Plotter non faceva …
Avevo davanti a me un computer dal nome femminile: Lisa. È già questo m’intrigava … Accanto c’era un nuovo ritrovato dal futuro incerto, un punto interrogativo informatico dal nome Machintosh con un numero 512 … Il grande Signor Mascarello mi disse: “Certo il secondo costa molto meno e tuttavia un progetto che non si sa bene dove andrà a parare. invece per il Lisa c’è già di più. Per le sue necessità mi orienterei su qualcosa di già definito.”. I miei genitori accerchiati da Me, dal Signor Mascarello e da un Ingegnere amico di famiglia capitolarono. Il signor Mascarello contribuì con uno sconto faraonico sino a ridurre la spesa a soli (si fa per dire …) 18.500.000 lire; una fortuna!
L’ordine consisteva in un Lisa 2, un ProFile esterno con hard disc da 5 MB (avete capito bene! Non è un errore di scrittura …), una ImageWriter I e due programmi uno per i testi ed uno per il disegno.
Come avrei fatto, però, a governare il Lisa 2? Come avrei potuto utilizzare il Mouse?
Mentre i miei genitori erano impegnati nel prepararsi all’esborso io pensai, disegnai e spiegai ad un caro Amico Ingegnere, Felice Aimino, come andava realizzata la mia “fantasia ingegneristica”. Avremmo realizzato una pulsantiera da pilotare con i piedi, o meglio, con quello sinistro. Ci dividemmo i compiti: io disegnai (ancora per mano altrui) la pedaliera intesa come hardware da pavimento e mio cugino avrebbe realizzato lo scatolotto, il conputer, che si sarebbe frapposto fra la pedaliera ed il Lisa. Il progetto valutò da subito di non escludere il Mouse originario del Lisa. Renderlo accessibile per me, non doveva significare mutilarlo al punto da renderlo solo mio. Non che i miei genitori l’avrebbero usato, ma doveva essere comunque disponibile a chi poteva darmi un aiuto nella stesura di lunghi testi: la mia più grande fatica ancora oggi!
Bene! C’erano i presupposti per definire l’ABC del progetto, i soggetti erano: lisa 2, Mouse Lisa 2, Pedaliera e Computer di supporto perché gli impulsi elettrici della pedaliera venissero interpretati dal Lisa 2 come quelli provenienti dal suo mouse.
Di conseguenza:

  1. Al connettore del mouse sul Lisa si sarebbe collegato il Computer di Supporto.
  2. Al Computer di Supporto si sarebbero collegati la Pedaliera ed il Mouse del Lisa.

Ora bisognava realizzare una pedaliera che non sostituisse solo il Mouse del Lisa, ma che tenesse anche conto di quanto dovevamo riprodurre per supplire ai mancanti movimenti delle mani ed al fatto che io, come Admin del Lisa, dovevo commutare in autonomia Mouse/Pedagliera e viceversa, ovviamente “a caldo”.

Esaminiamo ora la pedaliera nelle sue caratteristiche, pulsanti ed interruttori da destra a sinistra:

  1. l primo interruttore commutava l’uso Mouse Lisa/pedagliera.
  2. Il gruppo di tre interruttori accanto determinava la velocità del Cursore da normale, più veloce e veloce. Di regola usati dal piede di supporto: il destro. Questi tre interruttori servivano a simulare l’accelerazione che un braccio poteva dare al mouse..
  3. I primi quattro pulsanti erano quelli direzionali, i classici giù, sù, destra e sinistra. premendone due in contemporanea si otteneva uno spostamento in diagonale (ovviamente escluse le combinazioni contraddittorie)..
  4. Il pulsante successivo era il Click singolo non tenuto premuto..
  5. L’interruttore accanto aveva la stessa funzione, ma come Click tenuto premuto..
  6. I due ultimi erano in ordine il doppio e triplo Click. Per il Lisa 2 il triplo click aveva la sua importanza e, comunque, era doveroso riprodurlo..
  7. Nota: La distanza dal piano d’appoggio dei pulsanti era stata calcolata sulla base dello spessore di una normale suola di cuoio rivestita di gomma anti sdrucciolo. La pedaliera veniva infatti usata con le più comuni scarpe che mi trovavo ai piedi solitamente..
  8. In ultimo veniamo ai pulsanti ed alle prese poste nella parte superiore. Queste venivano usate per dare e togliere tensione alle periferiche. A sinistra le due destinate al Lisa 2 ed al suo ProFile esterno, mentre le tre di destra servivano per l’ImageWriter I, la lampada da tavolo e ….

Questa casereccia soluzione Hardware unitamente al Lisa 2 ha significato il raggiungimento di un’indipendenza che poteva sembrare frutto di un’utopia. Tutto questo accadeva nel lontano 1984 quando i computer non erano così “Personal” come lo sono oggi. Con il valore del Lisa 2 di allora, oggi, potrei avere quell’oscuro binomio del desiderio firmato Apple che ancora non ho è che sarebbe veramente da sballo!
L’Accessibilità è cresciuta sia su un piano economico che di soluzioni OS X e Hardware. Se i produttori come Apple attivassero degli uffici di consulenza composti da Utilizzatori Disabili si giungerebbe a soluzioni evolute per Tutti.
La vera integrazione è propria di quelle soluzioni che, solitamente, non la mostrano e che così non evidenziano o aggiungono degli elementi di distinguo.
Le persone Diversamente Abili o Diversabili non esistono! Sono il frutto ipocrita e pigro di chi, invece, non riconosce ai Disabili il diritto di pretendere più attivi atteggiamenti di adeguamento per persone che potrebbero divenire maggiormente protagoniste della loro vita e di quella passata in comune con chi Disabile non è.

Ho sempre avuto una convinzione:

«Si può fare molto anche essendo Disabili, basta non negare la propria condizione dietro a parole vuote come “Diversamente Abile” o “Diversabile”. Per cambiare bisogna agire, non ribattezzare …»

E si rafforza di giorno in giorno!
Senza quel Lisa 2 e quella Pedaliera forse non sarei mai giunto al mondo del lavoro autonomo e ad una vita che si completa ancora oggi passando attraverso il Mac ed il doppino telefonico!

Carlo Filippo Follis

Trackball di MacAlly

Dalla pedaliera al Trackball di MacAlly che purtroppo è finito fuori produzione …

10 Commenti a “L’indipendenza può essere un pennarello fra i denti ed una palla sotto il piede …”

  1. Paola OLMO scrive:
    1

    Caro Carlo Filippo è un onore ed un piacere averti conosciuto!

  2. Carlo Filippo Follis scrive:
    2

    Ciao Paola!

    Caro Carlo Filippo è un onore ed un piacere averti conosciuto!

    Per me è stato un onore, un piacere ed una fortuna! Noi sappiamo il perché … A Te ed a tutta la Famiglia un affettuoso Abbraccio!

  3. zoneX scrive:
    3

    cIAO fILIPPO : MI SCUSO DI RIPASSARE DOPO UN PO’ DI TEMPO MA, A PARTE VARII PROGETTI, LA MIA VITA STA DIVENTANDO DIFFICILE.
    gAFFE E LO DICO A TE?
    hO LETTO TUTTO L’ARTICOLO, E CON LO ZOOM DEVO SCORRERE UN PEZZETTO ALLA VOLTA, MA MI INTERESSAVA SEMPRE DI PIU’ VIA VIA CHE LO LEGGEVO.
    iO INVECE NON SONO IPOVEDENTE DALLA NASCITA, MA A 40 ANNI CIRCA, MI SI SONO ATROFIZZATI I NERVI OTTICI.
    :oops: mi accorgo solo ora del caps lock e mi scuso: lavoravo con la sintesi vocale.
    Ti aggiungo che sono disponibile a spiegarti cosa intendo con quella frase a zonex.it e a essere presente per qualsiasi cosa.
    Per ora ti saluto: spero che il mio trackback ti sia arrivato.
    ciao
    p.s. è mia intenzione di scrivere qualcosa su disabili.it

  4. Gianni scrive:
    4

    …non ho parole…

    è semplicemente fantastico cio che tu abbia fatto…e ti ammiro moltissimo…

    spero che un giorno potro esserti di aiuto e appoggio…

    ma per ora posso solo divulgare la tua storia e le tue imprese…

    …in modo da poter attirare qualcuno ceh possa VERAMENTE darti una

    mano in cio che hai in mente…

    BUONA FORTUNA!!!!

  5. Carlo Filippo Follis scrive:
    5

    Ciao Gianni!

    …non ho parole…

    è semplicemente fantastico cio che tu abbia fatto…e ti ammiro moltissimo…

    spero che un giorno potro esserti di aiuto e appoggio…

    ma per ora posso solo divulgare la tua storia e le tue imprese…

    …in modo da poter attirare qualcuno ceh possa VERAMENTE darti una

    mano in cio che hai in mente…

    BUONA FORTUNA!!!!

    Grazie di cuore! Accetto l’offerta …

    A presto, ciao!

  6. army73cano scrive:
    6

    chiedo aiuto per mia sorella disabile diagnosi tetra paresi spastica motoria che gia pratica delle terapie riabiletative e da un anno pratica diossina budolitica ma nessun risultato se ci puo contattare per qualche aiuto.mia sorella ha 14 anni. grazie.

  7. Elisa scrive:
    7

    Ciao Carlo, mi chiamo Elisa ho 24 anni e ti scrivo per il mio compagno Michele. Anche lui a la tetra paresi spastica, quando era piccolo non camminava e a lottato moltissimo come te per avere una vita normale se così la vogliamo chiamare…a fatto sette interventi ora cammina anche se ha problemi nel deambolare e non riesce a portare pesi, a me non è mai importato nulla, anzi io lo adoro, lo ammiro e a volte lo invidio per la voglia di vivere, per il suo caraggio, per il fatto che non gli frega niente di come lo guardano, invece io mi arrabbio…non lo considero ne diversamente abile ne disabile parole che onestamente odio profondamente…e che non voglio mai sentire…è semplicemente un uomo di 30 anni che ha avuto un percorso più difficile degli altri…io gioco in una squadra di pallavolo e i miei compagni di squadra lo adorano non lo hanno mai fatto sentire estraneo…o diverso…è diventato il nostro porta fortuna…la vita secondo me è come la vuoi tu…sta solo alle persone se voglio vivere solo da “disabili” o se vogliono conquistarsi una vita “normale”. Dio che parole del cavolo…perchè non si può dire semplicemente persone? Io voglio combattere per questo, non mollerò finchè tutte le persone non guardaranno il mio compagno o un altro ragazzo come una persona non un disabile…perchè la diversità spaventa così tanto? Non lo capisco…eppure io non ho problemi di nessun tipo…non mi sento speciale perchè sto con lui…mi sento solo una donna innamorata follemente del proprio compagno…lui mi regala ogni giorno una cosa straodinaria una vita fatta di piccole cose…di coccole, di affetto e di tenerezza ma, soprattutto di scherzi e di allegria…una donna cosa può volere di più? un bacione. Un ragazza fortunata di nome Elisa
    P.S.= siete persone speciali, dico davvero!

  8. Carlo Filippo Follis scrive:
    8

    @Elisa

    Cara Elisa,
    Non conosco Te come non conosco Michele, ma ho scoperto una copia che ha avuto la fortuna di “non avere il timore di innamorarsi”.

    A Te non piace la parola Disabili, eppure è l’unica in grado di “distinguere” una fetta di popolazione che di fatto e caratterizzata in maniera “Differente”. Negarlo è impossibile ed ingiusto oltre che stolto, ciò che importa e che fra persone esistano sempre più esempi come il vostro!
    Tu stessa fai un distinguo molte tenero e carino nel tuo Post Scrptum: “siete persone speciali, dico davvero!”.

    Vi auguro tutta la felicità di questo mondo!

    Non perdiamoci di vista … Sto coltivando un’idea che vorrei sottoporvi e che debutterà prossimamente su DisabileDoc.it; se volete inviatemi la vostra email vi terro informati.

    A presto, un saluto a Te ed a Michele!

  9. Norisberghen, ancora per passione! » Blog Archive » Progetto Apple D-User, un anno di vita! scrive:
    9

    […] bensì il piacere ed il coinvolgimento che giunge da un mondo che mi ha offerto parte della mia indipendenza sin dal lontano […]

  10. Progetto “Apple D-User” | BAREDEN - Blog dedicato alla fotografia - Fotografi, Reportage, Fotostorie, Fotocamere, News dal mondo della Fotografia scrive:
    10

    […] può essere un pennarello fra i denti ed una palla sotto il piede …” ( http://www.norisberghen.it/it/?p=121 […]

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